Missione Rumore - Associazione italiana per la difesa dal rumore

Varie

rumore proveniente da sala giochi

Domanda:
Vivo nel tormento di entrare in casa, perché ormai non riesco più a dormire, riposare, lavorare. Da poco più di un mese hanno eseguito dei lavori al piano terra ( il mio appartamento è al primo piano) e adeguato un locale a sala giochi. Non solo fanno rumore nel locale e fuori, ma c’è anche il riverbero del suono. ( Dalle 6.30 all’una di notte). Ho esposto il problema al Comune in forma scritta, ho chiamato i carabinieri (vengono dopo 1 ora, vedono e vanno via e tutto ricomincia). Mi sono rivolta ad un legale, mi ha detto che la strada sarebbe stata lunga, mentre io ho bisogno di silenzio nel più breve tempo possibile. Che cosa posso fare? In termini di efficienza ed efficacia?
S.M. Melpignano (Le)

Risposta:

Lei ha due strade da percorrere: la prima essendo un rumore prodotto da un’attività commerciale può fare un esposto direttamente al Sindaco per richiedere l’intervento dei Tecnici dell’A.R.P.A. di riferimento (Lecce), o un’azione  giudiziaria.
Poichè il disturbo è cominciato da poco, Le consiglierei un ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c. (presso il Tribunale) oppure un A.T.P. (accertamento tecnico preventivo) ex art. 696 riformato c.p.c..
Contestualmente, dovrà incaricare un consulente tecnico per eseguire le misurazioni fonometriche in casa sua allo scopo di verificare se è superato il limite massimo della normale tollerabilità di giurisprudenza pari a non più di 3 dB sul rumore di fondo (L95 fast con le sorgenti di rumore spente).
Tale perizia potrà allegarla alle sue denunce di carattere amministrativo che penale.
Solo dopo la perizia tecnica – come Missione Rumore raccomanda da anni – potrà rivolgersi ad un avvocato di sua fiducia per dar seguito all’azione giudiziaria più appropriata al suo caso.
Tenga presente che l’azione giudiziaria ha dei costi iniziali a suo esclusivo carico e sono le parcelle dei professionisti da lei richiesti: il suo consulente tecnico, l’avvocato e quella del C.T.U. (consulente tecnico nominato dal Giudice).

Cordilai saluti

Ing. Sabrina Scaramuzzi

Scuola di danza Olbia

DOMANDA: scuola di danza che da circa una settimana esercita in un magazzino sotto il mio appartamento impedendo con il volume della musica, ai miei tre figli di poter studiare il pomeriggio e a volte sino a tarda sera

 

RISPOSTA:

Buonasera, immagino che la scuola di danza operi tramite uno stereo e delle casse acustiche.

Essa è pertanto soggetta alla regolamentazione di cui al D.P.C.M.n. 215 del 16 aprile 1999 che si applica ai “Luoghi di pubblico spettacolo o di intrattenimento danzante, compresi i circoli privati in possesso della prescritta autorizzazione, nonché nei pubblici esercizi che utilizzano impianti elettroacustici di amplificazione e di diffusione sonora, in qualsiasi ambiente sia al chiuso che all’aperto”.

 

Secondo tale norma, il gestore delle attività deve provvedere al contemporaneo soddisfacimento di due condizioni:

1) rispetto dei limiti acustici all’interno della sua attività, per la tutela degli occupanti il locale durante le attività rumorose;

2) rispetto dei limiti differenziali di immissione sonora presso i ricettori più disturbati in orario diurno (ore 6:00 – ore 22:00) ed in orario notturno (dalle 22:00 alle 06:00), fermi restando  i limiti assoluti di zona stabiliti dalla classe acustica attribuita nel piano di classificazione acustica comunale.

Il rispetto contemporaneo di queste due condizioni deve essere attestato da una relazione a firma di un tecnico competente e garantita dall’apposizione di un limitatore di potenza, con manopole di settaggio chiuse e sigillate per evitare manipolazioni di volume.

Se la scuola di danza ha ottemperato alle condizioni di cui sopra, la verifica della normale tollerabilità delle immissioni acustiche presso i ricettori deve essere svolta, ai sensi della Legge 13/2009, secondo il criterio differenziale di immissione sonora (DPCM 14/11/1997 e L 447/1995)  e cioè, verificando con un fonometro che la differenza tra il rumore ambientale( con lo stereo acceso) ed il rumore residuo (senza la sorgente in funzione) sia maggiore o minore di 5 dBA e 3 dBA per il periodo diurno e notturno rispettivamente. In caso di superamento, si andrebbe a chiedere un intervento di bonifica acustica del locale ed un settaggio ancora più basso dello stereo fino al rispetto della legge.

Per contro, se la scuola non avesse ottemperato agli obblighi di cui al D.P.C.M 215/1999 sugli impianti stereo ,  o non avesse impianti stereo ma ad esempio un pianoforte, la normativa sull’inquinamento acustico descritta nei paragrafi precedenti (DPCM 14/11/97 e L. 447/95) non risulterebbe idonea per il caso in oggetto, in quanto i limiti “differenziali”  deputati a valutare il disturbo negli ambienti abitativi, discendono da norme di natura pubblicistica, destinate a regolare i rapporti tra i privati e la pubblica amministrazione nella valutazione della accettabilità della rumorosità e non congrue nelle controversie tra privati.

Pertanto, per definire la tollerabilità del rumore devono essere applicati  i criteri di cui all’art. 844 del codice civile, ossia

– Rumore in assenza di immissione –> Rumore di fondo LF: la norma ISO 1996 del 1971 stabilisce che il descrittore sia il 95% percentile del livello di pressione sonora istantenaeo pond. A, campionato con costante di tempo FAST nel tempo di misura TM.

– Rumore in presenza di immissione –> Livello istantaneo pond. A LA nel tempo di misura TM

LATM – LFTM < 3 dB Rumore TOLLERABILE

Per la valutazione del parametro di rumorosità in presenza di immissione sonora LATM, la valutazione del parametro descrittore deve essere scelto in funzione delle caratteristiche della sorgente sonora in esame.

 

Nel caso si superasse la differenza di 3 dB, si andrebbe a richiedere un intervento di bonifica acustica del locale e ad una regolamentazione degli orari di funzionamento evitando di comune accordo alcune fasce orarie.

 

Cordiali Saluti

Ing. Elisabetta Muntoni

Rumore di origine sconosciuta

Segnalazione
Dal mese di marzo 2014, in tutta la casa si avverte un rumore di ignota provenienza, continuo e fastidiosissimo soprattutto nelle ore notturne. Il rumore è molto simile a quello di un motore: sembra di stare sopra una sala motori. Vivo in un condominio di 8 appartamenti, al piano terra si trovano le cantine e nessun esercizio commerciale.
Per cercare di capire da dove provenisse il rumore mi rivolsi ai miei vicini e a quelli del palazzo accanto. tutti mi consentirono di verificare se, all’interno delle loro abitazioni o cantine ci fosse qualcosa che provocasse questo fastidio. niente, nessuno possedeva apparecchiature o elettrodomestici che causassero questo fastidio.
Staccammo il quadro elettrico condominiale nostro e quello del palazzo affianco. non accade nulla. Chiamammo elettricisti per controllare le apparecchiature a casa e fuori: tutto regolare. vennero a controllare le cabine elettriche. Nulla.
Mi rivolsi ad un tecnico esperto in acustica ambientale, ma sia col geofono che con un’altra apparecchiatura non rilevò nulla. Mi disse che le frequenze sono così basse che è difficile captarle ed individuarle.
Stiamo vivendo nella disperazione, perché il disturbo acustico a cui siamo sottoposti, sta provocando diversi problemi tipo insonnia, irritabilità, forti mal di testa ed altro. la domanda è questa cosa posso fare, a chi mi devo rivolgere? ci sono strumenti più sensibili che ci aiutino a capire che cosa produce questo rumore.- l’assurdità e che si sente solo a casa mia. potrebbero essere i motori degli esercizi commerciali che stanno dall’altra parte della strada? a chi mi devo rivolgere?
Nuoro

Risposta dei nostri esperti
4 dicembre 2014
Gentile signora P.,
Lei dice che “le frequenze sono così basse che è difficile captarle ed individuarle”. Ma non dice quale sia il livello sonoro misurato dal tecnico: il livello sonoro L95Afast è 20 dB(A), oppure 18 o 16 dB(A)? Se fosse così (cioè che il rumore fisicamente non esista) potrebbe essere che Lei soffra di acufene (illusione uditiva), di cui peraltro sono affetti milioni di persone.
Però questa nostra impressione cozza contro l’espressione che Lei usa al plurale (“Chiamammo”, “Stiamo vivendo”, “Siamo sottoposti”, “Ci aiutino”).
Due domande:
(1) Lei sente il rumore soltanto in casa sua e in casa di altri non lo sente?
(2) Siccome Lei dice che è cominciato di colpo nel marzo, non è che nel mese di febbraio Lei abbia avuto qualcosa di clinico o patologico o di farmaci, che abbiano potuto causare l’acufene?
Per avere altre informazioni Le suggeriamo il libro di Giorgio Campolongo “Il rumore del vicinato nelle controversie giudiziarie” editore Maggioli, seconda edizione, 360 pagine, che dedica un intero capitolo all’acufene.
Cordiali saluti
Campagnoli e Campolongo