Missione Rumore - Associazione italiana per la difesa dal rumore

Accensione Tir in zona residenziale

SEGNALAZIONE:

Il rumore è provocato da un tir che è parcheggiato nel cortile del mio vicino a circa 15 metri dalle finestre delle camere da letto dei miei figli di 8 e 12 anni. Il camion viene acceso in un orario che va dalle 4:30 alle 7 del mattino svegliandoci e creando parecchio disagio. Per motivi tecnici resta acceso per almeno 15 minuti, a volte anche di più. Questo accade 2/3 volte alla settimana perché per il resto è spesso via o parcheggia esternamente al cortile leggermente più lontano dalla mia casa. Ho cercato di spiegare al mio vicino il nostro disagio ma senza ottenere risultati. Ho segnalato la cosa ai vigili che non sono intervenuti perché a loro dire non infrange alcuna norma e perché la ditta di trasporti di cui il mio vicino è titolare,e che è composta solo da lui, era presente prima della costruzione delle case. Tengo a precisare che abito in una zona residenziale nata da poco e che è interdetta ai camion appunto per la presenza di molte abitazioni, tranne autorizzati tra qui il mio vicino. Oltre al camion del mio vicino é presente anche un altro camion che lavora col mio vicino e fa gli stessi suoi orari ed é parcheggiato anch’esso nelle vicinanze della mia casa e crea il medesimo disagio. Questi due tir disturbano sicuramente anche gli altri residenti ma nessuno fa niente. La situazione si protrae da quando ho acquistato la casa , 7 anni fa e sono stanco di subire questa situazione. Col mio vicino ormai i rapporti sono tesi, al limite della rissa… cosa posso fare per porre fine a questa situazione?
Grazie per l’attenzione. Saluti
 

RISPOSTA ESPERTI:

06 ottobre 2017

Gentilissimo Sig. C.B.,

la problematica dei mezzi pesanti parcheggiati all’interno di aree residenziali sono spesso causa dell’insorgere di insofferenze dovute alla rumorosità che questi possono arrecare nei confronti delle vicine abitazioni e, in particolare, in orari che sovente riguardano le fasce notturne.

È pur vero che, come anche Lei scrive, nelle aree prettamente residenziali l’ingresso dei tir oggi non è più consentito, e questo al fine di salvaguardare il clima acustico per la tutela dei residenti: la difficoltà sta quindi relazionare queste due differenti destinazioni urbanistiche in quei territori in cui ancora sussistono queste realtà.

In risposta, a volte le Pubbliche Amministrazioni cercano di non essere ostative nei confronti di queste attività lavorative già insediate nel territorio, che altresì avrebbero difficoltà a trovare luoghi ove parcheggiare il proprio automezzo e vedrebbero compromesso il loro diritto ad espletare la propria attività. Ma, le Pubbliche Amministrazioni devono ad ogni modo non dimenticare che si tratta pur sempre di attività lavorative che possono arrecare disturbo, nello specifico disturbo da rumore, spesso in fasce orarie notturne, e pertanto sono tenute a far rispettare i limiti di immissione “amministrativi”, ai sensi della L.Q. 447/1995, con riferimento al suo decreto attuativo D.P.C.M. 14/114/1997, art. 4., e la sua problematica rientra proprio all’interno dell’osservanza di questa normativa vigente.

Potrebbe essere altresì interessato anche il Codice della Strada (art. 157 Arresto, fermata e sosta dei veicoli”) se la sosta del veicolo avvenisse in strada pubblica, poiché il codice proibisce la sosta con motore acceso.

Dopo questa premessa, Lei ha di fronte due distinti canali percorribili:

  1. Il primo canale è “amministrativo”, “gratuito” ma con limiti di rumorosità più permissivi (+ 5 dB sul rumore residuo di giorno e + 3 dB sul rumore residuo di notte);
  2. Il secondo canale è “giurisprudenziale”, art. 844 C.C., più rigoroso, con un limite di rumorosità più protettivo, ma “costoso”, poiché ci sarà un consulente tecnico che valuterà mediante monitoraggio acustico l’effettivo disturbo da rumore (+ 3 dB sul rumore di fondo), un consulente legale e un C.T.U. nominato dal Giudice.

Al punto numero 1 (uno), Lei invierà al Comune, e per conoscenza all’A.R.P.A. del Veneto, lettera, mediante raccomandata a/r, in cui descriverà il disturbo da rumore subito, causato nello specifico dall’accensione protratta nel tempo di un tir parcheggiato in area privata presente in prossimità della sua abitazione, e durante la fascia oraria notturna. Con questa comunicazione Lei chiederà alla Pubblica Amministrazione, che si avvallerà a sua volta dell’intervento tecnico di A.R.P.A.V., che vengano effettuate presso la sua abitazione le opportune misurazioni acustiche al fine di rilevare, o meno, il superamento del limite di rumorosità ai sensi della legislazione nazionale vigente in ambito acustico (L.Q. 447/1995 e suoi decreti attuativi).

Non sempre questa strada porta a buoni risultati, ma è comunque un suo diritto richiederla.

Al punto 2 (due) invece, Lei dovrà in primis incaricare un Tecnico Competente in Acustica Ambientale ad effettuare, sempre all’interno della sua abitazione e durante la presenza della sorgente disturbante (automezzo pesante acceso), le opportune misurazioni acustiche al fine di rilevare, o meno, l’effettivo disturbo, e solo dopo aver constato il superamento di +3 dB sul rumore di fondo potrà incaricare un legale che la seguirà nell’iter processuale.

Le consiglio, prima di iniziare qualsiasi lite, e dopo aver accertato mediante misurazione fonometrica il disturbo lamentato, di comunicare alla persona interessata quanto accertato con Perizia Tecnica al fine di trovare una soluzione stragiudiziale e, in tal senso, personalmente interesserei anche il Comune e la Polizia Urbana.

Un sollecito a volte dimostrato con dati alla mano può condurre a quei risultati che a voce difficilmente sono ottenibili, trovando magari la semplice soluzione che l’accessione protratta nel tempo sia fatta ad una distanza tale da non arrecare più alcun disturbo.

In ultima istanza, Missione Rumore raccomanda sempre di accertare prima il disturbo da rumore mediante indagine fonometrica e poi affidare ad un legale il problema riscontrato per tutti gli aspetti giurisprudenziali da mettere in atto.

Cordialmente

arch. Annalisa Grendene