Conferenza sul tema:
La Direttiva 2002/49/CE
relativa alla determinazione e alla gestione del rumore: le scadenze per l'attuazione
1 ottobre 2004 ore 10:00
presso il Politecnico di Milano, Auditorium della Casa
dello Studente,
via Pascoli 53
Il quadro della disciplina pubblicistica sull'inquinamento acustico è in corso di mutamento, a causa della Direttiva 25/6/2002, n. 2002/49/CE – Direttiva del parlamento europeo e del Consiglio relativa alla determinazione e alla gestione del rumore e della necessità per l'Italia di adeguarvisi, com'è disposto dall'art. 14 lg. 31/10/2003, n. 306.
La direttiva è mirata alla difesa dell'individuo dai rumori generati nell’ambiente esterno all’abitazione, quindi con esclusione di quelli derivanti dalle attività domestiche, così da raggiungere l'obiettivo di «evitare, prevenire o ridurre, secondo le rispettive priorità, gli effetti nocivi, compreso il fastidio, dell’esposizione al rumore ambientale». Gli strumenti finalizzati a quello scopo sono tre, graduati nell’ordine: I) la realizzazione di una mappatura acustica, per determinare quale sia l’attuale esposizione al rumore ambientale; II) l'informazione al pubblico sul rumore ambientale e sui relativi effetti; III) l’adozione da parte di ciascuno stato membro di piani di azione, fondati sulla mappatura acustica, per evitare e ridurre il rumore ambientale in via generale, ed in ispecie intervenendo laddove i livelli di rumore ambientale possano avere effetti nocivi sulla salute umana, e per conservare lo stato attuale se la qualità acustica dell’ambiente sia già buona. Le aree prioritarie di immediato intervento sono costituite dagli assi stradali principali con un transito annuo superiore a 6 milioni di veicoli; assi ferroviari principali con un transito superiore a 60.000 treni per anno; aeroporti principali; agglomerati con più di 250.000 abitanti.
Operando su scala continentale, l'Unione Europea dispone l'adozione immediata di due nuovi descrittori, temporanei in quanto destinati ad essere sostituiti da altri, del rumore denominati Lden e Lnight, cui se ne affiancano da altri due, finalizzati all'evidenziazione del rumore del traffico veicolare, ferroviario ed aereo in prossimità degli aeroporti, denominato Lday ed al rumore delle attività industriali, denominato Levening.
Dall'utilizzo di tali descrittori debbono scaturire valori, che costituiscono i dati di comparazione a livello europeo e destinati alla redazione di una mappa acustica strategica, tale da definire sia una rappresentazione dei livelli sonori di una data zona, sia le previsioni per la zona considerata per rispondere ai requisiti minimi previsti dalla direttiva, con evidente correlazione ai piani di azione, da adottare.
La direttiva fissa una serie precisa di scadenze per la sua attuazione, la prima delle quali, per gli stati membri, è già passata. Infatti, entro il 18/7/2004 ogni stato membro doveva recepire la direttiva nel proprio ordinamento giuridico. Ed è proprio questa la scadenza presupposta dall'art. 14 della legge 31/10/2003, n. 306, che fissava per l'adempimento il termine addirittura inferiore del 30/6/2004. Che pare essere vanamente trascorso, al pari di quello del luglio.
Il convegno del 1 ottobre 2004 a Milano si propone di indagare l'incidenza della direttiva sul quadro della disciplina italiana dell'inquinamento da rumore, tracciando le prospettive di intervento che la normativa comunitaria apre sia al mutamento del quadro normativo, sia concretamente ai singoli cittadini europei, sia alle loro associazioni esponenziali per la tutela contro il rumore. Ciò soprattutto in un momento di inerzia statale rispetto alle esigenze di mutamento ed intervento poste dall'Unione Europea.
Relatore della conferenza:
dott. Angelo Converso, Consigliere di Corte d'Appello di Torino
leggi l'articolo pubblicato su COSTRUIRE settembre 2004