- La "normale tollerabilità" e la "accettabilità ambientale" delle immissioni sonore nella legislazione e nella giurisprudenza italiane -
Le disposizioni contenute nell'art. 844 c.c. e nell'art. 659c.c. possono essere ricondotte ad un unico sistema normativo finalizzato alla repressione delle immissioni sonore intollerabili.
Senonché, mentre l'art. 659 c.p. ha ricevuto una interpretazione giurisprudenziale ormai consolidata, l'art. 844 c.c., in quanto "norma aperta", sta assumendo, nella più recente giurisprudenza di merito e di legittimità, nuove finalità:la tutela non più del bene oggetto del diritto di proprietà, ma dello stesso proprietario che subisce le immissioni sonore intollerabili, quale titolare anche di valori fondamentali della persona garantiti da numerose norme della Costituzione(Cass., Sez.Un. n.10186 del 1998).
Vengono allora poste in discussione le conclusioni raggiunte dalla giurisprudenza "tradizionale" e si assiste ad un drastico mutamento di prospettiva, poiché oramai sembra essere venuto meno il precedente "favor" dei giudici per le attività rumorose, anche quando producono nell' interesse generale.
La stessa "normale tollerabilità" viene ora considerata una "servitù anomala" che può essere imposta al proprietario soltanto nel caso in cui l'immissione non sia tecnicamente eliminabile (Cass. n.8300 del 1995) e sia assolutamente necessaria per l'uso lecito della proprietà civile (Cass.n. 1156 del 1995).
Emergono,quindi,questioni nuove che meritano una attenta riflessione, anche alla luce della nozione di"accettabilità ambientale" del rumore dettata dalla legge n.447 del 1995 e dai successi decreti attuativi con riguardo al diverso fenomeno dell''inquinamento acustico.
L'incontro di studio del 17 maggio 1999 si propone il fine di apportare un contributo al dibattito su problemi cosi delicati e attuali.