Vicini Rumorosi
SegnalazioneDa circa 2 anni nella palazzina dove viviamo costituita da 5 appartamenti il primo piano è stato affittato a due signore che aderiscono alla setta di Sai Baba.
Nulla da eccepire anche perché sono graziosissime, parlano sottovoce e sempre molto gentili.
Noi abitiamo al secondo piano e all'inizio tolleravamo il fatto che ogni settimana cantassero nelle ore pomeridiane senza sosta dalle16 alle 20-20,30.
Tolleravamo anche il fatto che d'estate alla 7 del mattino accendessero bastoncini di incenso che noi gradiamo generalmente ma se persistenti costringono mio marito allergico ad affrettarsi a uscire di casa.
Tutto cio avviene il venerdi e sabato ogni 2 settimane. Da qualche tempo i loro canti sono diventati sempre più intensi e si è aggiunto anche l'uso continuo ed incessante di un tamburello e credo anche di una pianola (non essendo mai entrata non so se è un organetto, una pianola o altro),
Da qualche tempo mia figlia che è universitaria e che spesso studia in casa mi dice che non riesce a farlo e anche se cambia stanza il canto incessante e il suono del tamburello non le consentono di concentrarsi.
Oggi poi siamo particolarmente stanchi e nervosi poiché abbiamo trascorso la notte da mezzanotte alla ore 7 al Pronto soccorso del Policlinico per un problema ingestione spina di pesce da parte di mia figlia.
Abbiamo quindi deciso di bussare ma non hanno aperto la porta. Abbiamo quindi deciso di aspettare l'uscita delle innumerevoli persone che ospitano in questa occasioni e chiede il calendario delle loro funzioni, per evitare di rimanere in casa a struggerci.
Anche adesso ore 18,59 continuano imperterrite a cantare, battere le mani e altro.
Mi scusi della prolissità ma vorremmo evitare litigate.
Può consigliarci qualcosa prima che ne vada della nostra salute mentale.
G.F.
Risposta del nostro esperto
Gentile signora G.F.,
purtroppo non abbiamo la bacchetta magica e possiamo soltanto suggerirLe di rivolgersi all’Autorità giudiziaria perché nel suo caso il Comune (e l’A.R.P.A. - Agenzia Regionale di Protezione dell’Ambiente) non può intervenire, perché l’art. 4 del D.P.C.M. 14/11/1997 esclude le attività che non siano di lavoro.
Nel suo caso è necessaria una perizia fonometrica ma poi intraprendere azione giudiziaria civile, con il classico ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c.. Il tecnico della perizia potrebbe essere un “tecnico competente in acustica ambientale” (come tale iscritto nell’apposito elenco della Regione) che però non effettui la misurazione in livello continuo equivalente (Leq) del rumore ambientale e rumore residuo (ex art. 4, D.P.C.M. 14/11/1997) ma effettui la misurazione della media dei picchi del livello sonoro istantaneo (fast) e il rumore di fondo L95 fast. Dalla sua esposizione del rumore ci sembra che la differenza tra questi ultimi due valori (intrusivo e fondo) sia ben maggiore del valore massimo della tollerabilità di giurisprudenza dell’art. 844 c.c., di non più di 3 dB sul rumore di fondo. Dopodiché vi sarà la difficoltà di fare effettuare al C.T.U. (Consulente Tecnico d’ufficio) gli accertamenti adatti ad accertare un rumore che è del tipo “quando arriva il cittiù il rumore non c’è più!”.
Per il suo caso Le potrebbe essere utile leggere il libro del nostro Presidente “Il rumore del vicinato nelle controversie giudiziarie: il limite della normale tollerabilità e la consulenza tecnico legale” – Editore Maggioli, 377 pagine. Se dopo la lettura del libro avesse ulteriori quesiti, non esiti a sottoporceli nuovamente.
Cordiali saluti
Campagnoli e Campolongo
